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Letti di notte, la notte bianca del libro e della lettura, torna anche questo 21 giugno. Una notte insonne e un po’ folle, piena di libri, editori, librerie e biblioteche, ma soprattutto di lettori che si trovano, si ritrovano e si incontrano nei tantissimi eventi che avranno luogo nell’arco della nottata più libresca dell’anno.

Quest’anno Geca partecipa a questa bellissima iniziativa con una mostra dei suoi #CofaLetti, ospitata per l’occasione allo spazio Kindustria di Matelica (in provincia di Macerata). Kindustria è una piccola libreria nell’entroterra marchigiano che ospita, per scelta, esclusivamente cataloghi di editori indipendenti e di progetto; uno spazio di lettura e di incontro che rappresenta un habitat ideale per i nostri packaging letterari. Durante la notte bianca, chiunque acquisterà tre libri di editori indipendenti potrà scegliere il suo CofaLetto da portarsi a casa.

Il programma della serata allo spazio Kindustria prevede presentazioni di libri, concerti e letture, come potete leggere cliccando sull’immagine qui sotto.

10403928_254158644707993_4891135521767447771_oBuona notte dei libri e buona lettura a tutti!

 

Ego Scriptor Guaraldi Editore«Insegnare a leggere per imparare a scrivere». È questa la headline scelta per raccontare la nuova impresa di Guaraldi Editore, la scuola di scrittura “Ego Scriptor”.

In estrema sintesi, si tratta di passare un week end in compagnia di uno scrittore, avendo l’opportunità di dialogare con un uomo che ha fatto della scrittura il proprio destino. Più che andare a una scuola di scrittura, quindi, si va a scuola da uno scrittore. «Ci piace parlare di esperienza e di maestria», si legge nel depliant informativo. «Da questo dialogo non si risorge con un attestato o una medaglia, ma con una “esperienza”».

Ogni corso dura dal venerdì sera alla domenica mattina. Durante queste giornate si cena insieme allo scrittore, si partecipa a lezioni frontali, si fa un lavoro di scrittura e discussione e, infine, si pubblica in tempo reale quanto prodotto durante il corso. Così, l’esperienza di queste giornate si concretizza anche in un oggetto fisico: un libro stampato.

Questo richiamo all’esperienza e alla fisicità di un percorso formativo così particolare è ancora più suggestivo per chi, come noi di Geca, ha avuto il piacere di visitare la sede che ospiterà questi corsi: la Casa dell’Editore. Un luogo meraviglioso e straordinariamente accogliente, “un antro di sapienza e di svago nel colle di Covignano, alle spalle di Rimini”. Una dimora (in cui ora è nato il primo “Book & Breakfast” d’Italia) fatta di muri, alberi, orti, librerie e stanze che raccontano la storia degli uomini straordinari che l’hanno frequentata negli anni: si può per esempio dormire nella stanza che fu di Eugène Ionesco o immergersi in quella che rappresentò una delle tappe dell’incredibile esistenza di Don Oreste Benzi.

Il primo corso, tenuto dallo scrittore e giornalista Roberto Barbolini, si terrà dal 20 al 22 giugno. Per maggiori approfondimenti e per conoscere le date degli altri week end, vi rimandiamo al sito dedicato.

A noi non resta che ringraziare l’editore Mario Guaraldi per averci fatto entrare in questo luogo meraviglioso e aver voluto condividere con noi la sua contagiosa passione per i libri e per la scrittura.

Leggiamoly_02Per oltre la metà degli italiani i libri sono oggetti quasi sconosciuti (vedere i dati AIE sulla lettura in Italia). Con i nostri CofaLetti – che ogni anno progettiamo e realizziamo come omaggio natalizio per i nostri clienti e amici – abbiamo immaginato di coniugare il libro con oggetti di uso quotidiano: un pacco di pasta, un brick di latte o le confezioni di popolari giochi da tavolo. Anno dopo anno sono così nate delle parodie di packaging famosi, trasformati in una dichiarazione d’amore per la lettura e per l’oggetto libro. 

Ora tutti i packaging letterari che abbiamo ideato e prodotto dal 2005 a oggi vengono esposti in una mostra all’Officina dei Libri di Cagliari, per iniziativa di Patrizio Zurru,  libraio e “istigatore alla lettura”, con la collaborazione di Palabanda Edizioni.

La mostra, che inizia il 6 febbraio e termina il 15, è accompagnata da un’iniziativa a favore dell’editoria indipendente. Tutti i clienti della libreria che acquisteranno da tre a cinque libri di editori indipendenti, potranno portarsi a casa un “pezzo” della mostra, ovvero una copia di uno dei cofanetti esposti, al cui interno troveranno una piccola “sorpresa letteraria”, sempre targata Geca.

Riprendendo i temi di alcuni dei nostri CofaLetti, i libri possono essere uno strumento per migliorare la propria condizione di vita (perché “Leggere crea indipendenza“), ma possono anche  essere semplicemente un “diversivo concentrato contro la noia più ostinata“. Ecco, in qualche modo questa mostra coniugare questi due aspetti: scherzare e divertirsi con i libri, ma anche sostenere e scoprire case editrici indipendenti che arricchiscono in maniera straordinaria il panorama culturale e letterario italiano.

Per chi non potesse andare a Cagliari, ecco una galleria fotografica con alcuni dei CofaLetti esposti.

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Foto credit: fenjus.blogspot.it

Settembre sembra proprio il mese dei libri. Sono tantissimi, infatti, gli appuntamenti con le fiere del libro sparse un po’ per tutto lo stivale. Noi ne abbiamo contate ben quattordici!

Non c’è solo Mantova, con il suo Festival della letteratura. Gli amanti dei libri avranno l’opportunità di immergersi in storie e parole anche in tantissimi altri appuntamenti, da Nord a Sud: Lugo di Romagna, Cerignola, Roma, Treviso, Pordenone, Terracina e altri ancora.

Per tutte le date e le informazioni, potete consultare il nostro elenco delle fiere 2012, disponibile qui.

Si direbbe proprio una bella scorpacciata 😉

twitter: @gecaspa

(Foto credit: fenjus.blogspot.it)

Il nostro elenco delle Fiere del Libro in Italia copre veramente tutto l’anno. Segnaliamo però gli appuntamenti di agosto: se sei stufo di spiaggia, secchiello e paletta puoi fare un tuffo tra i libri.

Il primo consiglio è di fare un giro a Cropani Marina, in provincia di Catanzaro. È lì che venerdì 3 agosto inizia la IX Edizione del festival Le parole erranti, Festival della Letteratura Calabrese. Il Festival nasce nell’anno 2004.  Ideato, sviluppato e finalizzato dal gruppo culturale La Masnada, da allora non hai mai subito battute d’arresto e ad oggi vanta 8 edizioni portate a termine con successo. Ricordiamo fra gli altri la presenza degli artisti: Dario Vergassola, David Riondino, Paolo Nori, Andrea Chimenti, Alessio Lega, Francesco Colella. Qui il programma. Fino al 6 agosto.

La seconda segnalazione riguarda Cervia con il suo Cervia, la spiaggia ama il libro, dal 1° al 15 agosto. Qui il ricco programma degli eventi che vedranno presenti, tra gli altri, Sergio Zavoli, Valerio Massimo Manfredi, Melania G. Mazzucco, Luca Goldoni e Marcello Fois.

Il 30 agosto inizia invece Parolario, a Como, fino al 9 settembre Per il calendario degli eventi clicca qui. Tra gli ospiti: Gianni Biondillo, Maurizio Milani, Gianni Barbacetto, Goffredo Fofi, Dacia Maraini e Toni Servillo.

Per conoscere tutte le altre fiere del libro d’Italia, clicca qui.

Nella prima parte di questo post ho elencato una lunga serie di previsioni sballate sugli ebook, fatte in questi mesi e anni. Previsioni che mettono un po’ in dubbio la capacità di analisi di tanti guru del settore. In questi giorni mi sembra sia passato un po’ inosservato un dato relativo al fattore “F” e, di conseguenza, al fattore “T”.

IL FATTORE “F”.  Dove la “F” sta per “Fire”. È notizia di qualche giorno fa, infatti, che il lancio sul mercato USA del nuovo Kindle Fire ha messo in seria difficoltà le vendite del fratello maggiore. Il Kindle Fire si differenzia dal Kindle classico per il fatto di offrire anche connettività internet, email, etc. Mentre il Kindle ti permette solo di leggere ebook, il Kindle Fire è di fatto un tablet che può servire anche come ereader. E qui entra in gioco il fattore “T”, ovvero il tempo. È chiaro a tutti che il tempo per la lettura è un tempo lungo e che richiede concentrazione; ben diverso, per esempio, da quello che si dedica all’ascolto di una canzone in mp3. Il tempo per la lettura è sottratto ad altri tipi di impiego del tempo libero (fare una passeggiata, guardare la televisione, andare a una mostra, controllare la posta elettronica, leggere un giornale, etc.). Ora, il fatto che sempre più persone scelgano un tablet invece di un e-reader come device da utilizzare per la lettura degli ebook comporta il serio rischio che la lettura di ebook dovrà subire un’agguerrita concorrenza da parte di altri tipi di impiego del tempo: leggere l’email, twittare, consultare un blog, etc.

Più di un indizio supporterebbe questa ipotesi. Secondo una ricerca inglese dell’aprile 2011 solo il 25% degli utenti Ipad lo utilizza per leggere libri; secondo una ricerca Nielsen del novembre 2011 il 40% degli utenti di tablet lo utilizza per leggere “Books/Magazines”. La ricerca non lo specifica, ma immagino che quel 40% si possa suddividere grosso modo a metà e e troveremmo quindi conferma del primo dato.  Nel caso, si tratterebbe di un cambiamento non da poco. Il successo del nuovo Kindle Fire di Amazon potrebbe paradossalmente portare molti utenti a ritenere che il tablet non sia poi lo strumento migliore per la lettura di un libro, perché distrae troppo. La lettura di un libro richiede concentrazione e la possibilità di dedicarci un tempo esclusivo. Se il tablet si imporrà come device prioritario c’è la possibilità che la lettura di ebook si ridurrà ad essere un’attività marginale.

I VANTAGGI DELL’EBOOK: AI CONFINI DELLA REALTA’. In generale, la mia sensazione è che ci siano attori economicamente forti e molto interessati allo sviluppo dell’ebook che stanno cercando di imporre il libro elettronico come nuovo standard, al di là dei suoi effettivi benefici per il lettore. Da più parti si cerca di far credere che la rivoluzione sia già compiuta, il sorpasso sulla carta stampata già raggiunto e che il libro di carta sia una cosa da vecchi nostalgici (nonostante i dati che ho citato all’inizio dicano che l’ebook sia in realtà un fenomeno ancora marginale). Io credo che l’ebook abbia dei vantaggi effettivi: può rendere disponibili testi non più reperibili su carta (a patto, però, che gli editori digitalizzino il loro catalogo, attività costosa e non alla portata di tutti), facilita l’accesso a libri in lingua originale e, sopratutto, rende possibile la ricerca intratestuale. Le tesi a supporto dell’ebook, però, sono invece generalmente del tutto assurde. Si sente dire, per esempio, che “con gli ebook finalmente non avremo più le nostre librerie di casa piene di libri”. Ora, a parte il fatto che in Italia più della metà della popolazione non legge nemmeno un libro all’anno, ma poi da quando in qua avere dei libri sulle mensole è diventato un fastidio?

Si dice poi che, grazie all’ebook, ti puoi portare in giro 1.400 libri in pochi grammi di device. Anche qui, al di là della considerazione di cui sopra (più della metà degli italiani non legge), ma chi dice queste cose lo sa quanto tempo ci vuole per leggere 1.400 libri? A un forte lettore servirebbero circa 114 anni. A un lettore medio non sarebbero sufficienti due secoli. Come se non bastasse, secondo una ricerca del 2010  il tempo necessario a leggere un testo su supporto elettronico (Kindle o ipad) è tra il 10% e il 25% superiore alla lettura su carta.

PARA-GURI E UFFICI STAMPA. In conclusione, non so cosa ne sarà dell’ebook e del libro di carta. Immagino che per alcuni utilizzi il libro elettronico si affermerà come lo strumento più comodo, mentre il libro di carta resterà probabilmente il supporto prevalente ancora per molti e molti anni. Si sta comunque creando quello che alcuni chiamano “meticciato editoriale“: la convivenza e, magari, complementarietà tra le due tecnologie. Ma proprio perché il mondo editoriale è complesso, variegato e articolato, stiamo attenti alle semplificazioni dei guru e di alcuni commercianti di ebook che forse hanno troppa fretta di monetizzare gli investimenti in campagne marketing, piattaforme web ed efficienti uffici stampa.

twitter: @gecaspa

John Figler è uno studente di liceo, ligio alle leggi. Mi dice – nella sua lettera – che ha letto quasi tutte le mie opere e che crede di aver colto l’idea che ne costituisce il nucleo, il fulcro. É disposto ad enunciarla, con parole sue proprie, in questo modo: «L’amore può fallire, ma la gentilezza infine prevarrà». A me questo sembra vero e completo. Mi trovo quindi nell’imbarazzante condizione — a cinque giorni dal mio cinquantesimo compleanno — di dover ammettere che non occorreva pigliarsi la briga di scrivere tanti mai libri. Un telegramma di sette-otto parole sarebbe bastato.

Kurt Vonnegut introduceva con queste parole uno dei suoi libri più  belli, Un pezzo da galera, del 1981. E queste stesse parole mi sono venute in mente leggendo il suo ultimo libro pubblicato in Italia. Si intitola Baci da 100 dollari (Isbn Edizioni, 224 pag., 17,50€) ed è una raccolta di racconti fin’ora inediti, scritti da Vonnegut all’inizio della sua carriera, quando ancora non aveva pubblicato i suoi romanzi più noti come Ghiaccio-nove e Mattatoio n. 5.

Eppure, già in questi primi racconti scritti negli anni Cinquanta è possibile cogliere quel nucleo di fondo che il giovane lettore di Vonnegut ha individuato con tanta esattezza e capacità di sintesi tre decenni dopo. Coerentemente, lo scrittore di Indianapolis applica questa filosofia anche nei confronti dei suoi personaggi. Nessuno degli individui che abitano le storie di Vonnegut è davvero degno di disprezzo. In tutti, anche nei più meschini o senza scrupoli, c’è sempre un lampo di umanità nuda e innocente che riesce a salvarli.

Quel che mi incanta di Vonnegut, e mi ha incantato anche nei racconti di Baci da 100 dollari, è la sua capacità di far convivere questi due piani. Vonnegut è un’autorevole voce morale (come scrive Dave Eggers nella prefazione al libro), ma contemporaneamente è in grado di maneggiare con delicatezza e compassione i sentimenti, le ambizioni, le debolezze e le manie degli uomini. La gentilezza che riserva anche ai personaggi più negativi non è indulgenza, perché non gli impedisce di giudicare le loro azioni e di far chiaramente capire da che parte stare.

In fondo, a tutti noi nelle nostre vicende personali è capitato di essere, almeno una volta, i cattivi della storia. E credo non ci sarebbe dispiaciuto se qualcuno ce lo avesse fatto notare. Quel che disturba, nel giudizio morale, è il disprezzo che a volte lo accompagna. Ecco, in Vonnegut c’è il giudizio, ma, semplicemente, nessuno è davvero spregevole.

Nei sedici racconti di Baci da 100 dollari c’è ovviamente molto altro. Ci sono gli uffici degli anni Cinquanta con dittafoni e macchine da scrivere, ci sono mariti ossessionati dai trenini elettrici, c’è il denaro in persona che parla a voce così alta da confondere due giovani innamorati e c’è anche un uomo dal cuore spezzato che costruisce robot. Ci sono persino delle bellissime illustrazioni realizzate dallo stesso Vonnegut.

E poi c’è l’oggetto libro di Isbn Edizioni, che già solo averlo nelle mani e sotto gli occhi è una gioia per il tatto e per la vista. Altro che un telegramma di otto parole…

twitter @gecaspa

Kurt Vonnegut, Baci da 100 dollari, Isbn Edizioni

Abbiamo letto la precisazione di Greenpeace in merito alla lettera aperta di Geca sul tema dei “falsi” libri FSC, pubblicata su Affari Italiani il 13.10.2010 e inviata agli editori.

Non abbiamo mai dubitato del fatto che Greenpeace avrebbe preso sul serio la nostra denuncia e avrebbe attivato tutte le verifiche opportune.

In merito ad alcune osservazioni contenute nella nota di Greenpeace, relative al nostro modus operandi, ci preme solo precisare due aspetti per noi importanti.

In primo luogo, i nomi degli editori presenti nella classifica Salvaforeste e sui cui libri abbiamo rilevato marchi FSC contraffatti, sono stati da noi segnalati fin da fine giugno 2010 (appena li abbiamo rilevati) sia a Greenpeace, in quanto estensore della classifica, che a Fsc Internazionale, in quanto ente preposto al controllo della catena di custodia FSC. Non abbiamo reso pubblici i nomi degli editori interessati perché non è nostro compito controllare e giudicare l’integrità delle catene di custodia o fare classifiche dei “buoni” e dei “cattivi”. La nostra scoperta, infatti, è stata del tutto casuale. Rendere pubblici i nomi avrebbe significato stilare una sorta di sub-classifica, senza però aver svolto i necessari controlli su tutti gli altri editori inclusi tra i “buoni” nella classifica stessa. Controllo che, ripeto, compete giustamente ad altri (noi dobbiamo solo stampare libri, al meglio e il più velocemente possibile).

In secondo luogo, un aspetto di metodo. Noi crediamo che chi si assume l’onere di stilare una classifica di questo tipo, si assume automaticamente anche la responsabilità di fare verifiche il più accurate possibile sulle informazioni alla base dei punteggi con i quali la classifica viene formata. Soprattutto perché le regole e le normative del sistema FSC non sono molto conosciute e non sono affatto semplici. E’ più che probabile che gli editori che hanno utilizzato il marchio FSC in modo abusivo non avessero la minima idea di commettere un illecito.

Detto questo, il nostro obiettivo di fondo non è far “retrocedere” qualche editore nella classifica Greenpeace. Al contrario, vorremmo che sempre più editori si inseriscano nella filiera virtuosa dell’FSC, di cui fanno ormai parte anche moltissimi editori che, insieme e grazie a Geca, oggi producono libri amici delle foreste.

La classifica Salvaforeste non è quindi soltanto utile, ma forse necessaria: vorremmo che su questo, sull’importanza del ruolo di Greenpeace e sulla condivisione di una battaglia comune non ci fossero fraintendimenti. Speriamo di aver dato un piccolissimo contributo per renderla se possibile ancora più efficace.

[Qui puoi ripercorrere tutta la vicenda]

In seguito alla diffusione della nostra lettera aperta – avvenuta anche su alcuni media e blog – Greenpeace ha diffuso nei giorni scorsi una precisazione che riportiamo integralmente. Nel prossimo post pubblichiamo la nostra risposta a Greenpeace, in particolare su due aspetti per noi molto importanti.

LA PRECISAZIONE DI GREENPEACE ALLA REDAZIONE DI AFFARI ITALIANI

Gentile Redazione,

In riferimento alla pubblicazione del vostro articolo ci preme precisare che abbiamo ricevuto oggi una lettera inviataci da Geca Industrie Grafiche che denuncia l’uso improprio del logo FSC da parte di alcuni editori presenti nella nostra classifica Salvaforeste.

Riteniamo, al pari di Geca Edizioni, che l’utilizzo improprio del marchio FSC costituisce una violazione della normativa a tutela dei marchi e, soprattutto, che sia un comportamento inaccettabile nei confronti dei lettori/consumatori che hanno imparato a “leggere” nel logo FSC una vera garanzia di sostenibilità. Precisando, in questa sede, che non sta a un’organizzazione come la nostra verificare gli eventuali abusi sull’uso del logo (cosa che compete a FSC che ha già aperto una procedura d’infrazione nei confronti degli interesati) verificheremo per quanto possibile le affermazioni di Geca Industrie Grafiche e ci riserviamo di modificare la posizione di alcune case editrici previa interlocuzione e verifica con le stesse.

E’ importante spiegare che la nostra classifica è stata elaborata basandosi sulle informazioni che le stesse case editrici italiane hanno fornito rispondendo al questionario di Greenpeace. Tutti gli editori che hanno risposto, o che in seguito alla pubblicazione della classifica hanno cambiato le proprie politiche di acquisto, sono stati
valutati in base alla trasparenza ed alla tipologia di carta utilizzata per i propri prodotti editoriali.

Detto questo, riteniamo che Geca Industrie Grafiche avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di indicare i nomi degli editori che – secondo le evidenze che essi hanno – utilizzano impropriamente il logo FSC piuttosto che far riferimento a una generica presenza di editori “furbi” all’interno della nostra classifica Salvaforeste. Abbiamo già chiesto a Geca Industrie Grafiche di fornirci dettagli su questi comportamenti irregolari: se avremo evidenze che alcuni editori hanno dichiarato il falso rispondendo al ns questionario provvederemo a modificare la classifica e a stigmatizzare comportamenti scorretti.

La correttezza degli editori è, per quanto ci riguarda, la base di partenza della nostra classifica. Non abbiamo mai dubitato della bontà dei dati forniti dagli editori poiché riteniamo che essere chiari e trasparenti sulle politiche di acquisto della carta sia una delle loro principali responsabilità. Per questo motivo non concordiamo sul fatto che la nostra classifica possa “penalizzare” gli editori corretti: chi ci comunica dati erronei è il solo responsabile di minare la credibilità del settore.

Cordiali saluti

Chiara Campione
Greenpeace Italia Responsabile Campagna Foreste

[Leggi la nostra risposta a Greenpeace]

L’altro giorno alla Camera è stata votata la proposta di legge firmata dall’onorevole Riccardo Levi in materia di prezzo di libri, che dovrà ora passare all’esame del Senato. Si tratta di una legge che intende regolamentare gli sconti da parte di editori e librerie. Così come è concepita (vedi approfondimento in fondo al post) la Legge Levi penalizzerà i medi e piccoli editori e le librerie indipendenti. La norma, infatti, lascia ampia libertà di sconto e di promozione agli operatori del settore, a tutto vantaggio dei grandi gruppi che hanno dimensioni tali da poter gestire politiche di sconto aggressive. Le vittime predestinate di questa legge saranno gli editori e le librerie indipendenti, che non potranno opporre difese a politiche di vendita basate sul prezzo.

Questa proposta di legge fa del libro un mero prodotto, rischiando di espellere dal mercato chi si sforza di affiancare a una pura logica commerciale anche uno sforzo di proposta culturale, che non sempre si può conciliare con i grandi numeri e le alte tirature. E’ ovvio che una Leggi il seguito di questo post »